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circolo culturale Laboratorio Sociale - via Cialdini, 10 - Ancona
Benvenuti nel sito del circolo culturale Laboratorio Sociale di Ancona. via Cialdini, 10 - tel. e fax 071 56396
Questo sito viene aggiornato con le attività organizzate dal circolo, con tutte le iniziative alle quali partecipiamo e con tutte le segnalazioni di eventi organizzati ad Ancona e non solo.
Il Laboratorio Sociale partecipa attivamente alla vita culturale, sociale e politica della città di Ancona ed è impegnato da sempre nella sinistra per tenere vive e rinnovare le ragioni della trasformazione progressista e alternativa della società.
Siamo parte del vasto movimento pacifista e newglobal, co-promotori e partecipi delle grandi manifestazioni che riaffermano le ragioni dei popoli, degli oppressi, della nonviolenza e del lavoro.
Contattaci se vuoi ricevere periodicamente la nostra news-letter.
Grazie per la tua visita e consulta regolarmente questo sito.
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www.araldogambini.com
Clicca per accedere al sito di Araldo

E' on-line il sito della Città in comune. Clicca sul banner per accedervi.

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Globalizzazione: da Oaxaca - Messico
Postato da webmaster in Martedì, 25 marzo @ W. Europe Standard Time (102 letture)
Herman@s, vi invio le conclusioni generali della VI visita della Commissione
Internazionale di Osservazione dei Diritti Umani che si è svolta in Messico
lo scorso mese e vi invito a firmarle nella pagina della Commissione,
http://cciodh.pangea.org (in alto a sinistra - VI visita - firmar
conclusiones y recomendaciones)
Inviare le vostre firme è molto importante perché saranno l'avallo per la
presentazione del resoconto finale che verrà consegnato tra poco ai vari
Parlamenti nazionali, al Parlamento Europeo, all'alto Commissariato
dell'ONU e a tutte le vari istituzioni messicane. Le firme danno anche un
senso a tutto il lavoro svolto in modo serio e responsabile che rimarrebbe
altrimenti solo una forte esperienza personale mentre l'obbiettivo della
Commissione è quello della denuncia. Vi chiedo infine di diventare voi
stessi promotori della raccolta di firme inviando questa mail a tutte le
persone, associazioni, istituzioni che conoscete.
Grazie
Doriana Sandroni
CONCLUSIONI
Lo scorso mese, dopo tre settimane di visite ed incontri a San Salvador
Atenco e negli stati di Chiapas e Oaxaca, si e' conclusa la IV visita della
Commissione Civile Internazionale di Osservazione dei Diritti Umani. La
commissione che ha raccolto piu' di 280 testimonianze, per un totale di 596
persone, considera estremamente critica la situazione dei diritti umani in
Messico dove, l'alto livello delle violazioni e la mancanza di risposte
concrete indicano come pienamente responsabile il governo dell'attuale
presidente Felipe Calderon.
Dieci anni dopo la prima visita si constata il persistere delle cause
strutturali che conducono alle gravi violazioni dei diritti umani. In tutte
le regioni visitate, le dinamiche di esclusione e di disuguaglianza sono
maggiormente intense nel caso delle donne e delle popolazioni indigene e
contadine. Gli allarmanti indici di poverta' e emarginazione degli stati di
Chiapas e Oaxaca contrastano con la loro enorme ricchezza culturale e
ecologica, per cui la radice del problema si concentra nella distribuzione e
controllo delle risorse. Si sottolinea la responsabilita' di gruppi
economici transnazionali (importante presenza europea) i cui interessi
conducono a processi di appropriazione e depredazione.
La Commissione ha potuto verificare che durante l'anno 2007 non sono state
sostanzialmente recepite e realizzate le raccomandazioni relative alle
precedenti visite. Le testimonianze e le denunce per le violazioni ricevute
nelle 3 aree, configurano una situazione piu' generale caratterizzata da un
comportamento continuo e comune a tutte le autorita' sia federali che
statali e in certi casi municipali: di fronte a mobilizzazioni sociali,
costruzioni di modelli di vita alternativi, da un lato si indebolisce il
tessuto sociale per mezzo della divisione delle comunita' indigene e
contadine e dall'altro, e in modo complementare, si ricorre al carcere come
misura cautelare, verificandosi cosi' detenzioni arbitrarie a membri dei
movimenti sociali e in certe occasioni ai loro familiari per il solo fatto
di esserlo. E' abituale che le persone detenute siano sottoposte a tortura e
maltrattamenti. Per giustificare la detenzione si falsificano prove
(possesso di droga, armi,.), si prefabbricano accuse (rapina, omicidio…).
(Leggi Tutto... | 5328 bytes aggiuntivi | commenti? | Globalizzazione | Voto: 0)
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ANCONA News: MAI PIU’ DA SOLA
Postato da webmaster in Venerdì, 07 marzo @ W. Europe Standard Time (139 letture)
Comitato “MAI PIU’ DA SOLA”
Si è costituito in Ancona il 28/02/2008 il Comitato “Mai più da sola” per la difesa della legge 194 . Quello che ci unisce è la consapevolezza che sia in atto un rinnovato attacco alla dignità e all'autodeterminazione della donna, proprio in un momento difficile e doloroso della sua vita. Ribadiamo che una donna che si trova a decidere se interrompere la sua gravidanza ha diritto, come riconosciuto dalla legge, di essere rispettata, ascoltata, sostenuta ed eventualmente assistita, certamente di non essere colpevolizzata né invasa nella sua sfera personale e privatissima.
Vogliamo chiedere conto dell'applicazione della L.194 nel nostro territorio.
è E' vero che, per le troppe obiezioni di coscienza del personale sanitario permesse dalla legge stessa, troppo pochi sono i presidi sanitari dove l'IVG è praticata, e troppo lunghi sono i tempi di attesa, costringendo le donne a penose odissee in giro per la regione, ad aborti effettuati allo scadere del tempo limite, o addirittura alla richiesta di aborto terapeutico perché i termini sono scaduti?
è E' vero che i consultori, oberati da mille incombenze e con organici cronicamente insufficienti, non riescono a garantire alle donne che chiedono l'IVG l'assistenza e l'ascolto, né a svolgere la funzione di coordinamento che la legge prevede?
è E' vero che siamo la 3° regione in Italia per numero di obiettori (più dell' 80%, su una media nazionale del 60%), e che i non obiettori sono penalizzati nella loro valorizzazione professionale, nei turni, nei carichi di lavoro, rispetto agli obiettori?
è E' vero che ci sono medici e altri professionisti della sanità (ostetriche, infermieri) non obiettori che sono impossibilitati ad applicare la legge, nei presidi pubblici della nostra zona?
è Gli studenti dei Corsi di Laurea nelle professioni sanitarie sono formati, nella nostra Università, in modo adeguato per applicare la legge?
Le prime azioni che riteniamo necessarie sono:
ü acquisizione e analisi dei dati quantitativi;
ü richiesta alle Direzioni generali degli ospedali, dell'ASUR e della Zona 7 degli elenchi nominativi degli obiettori e relativa pubblicizzazione;
ü lettera aperta ai giornali.
Su questo intendiamo mobilitarci, chiedere adesioni e informare la cittadinanza.
(commenti? | ANCONA News | Voto: 0)
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Pace e Nonviolenza: PER UN FUTURO SENZA ATOMICHE
Postato da webmaster in Lunedì, 25 febbraio @ W. Europe Standard Time (135 letture)
APPELLO per il sostegno della Legge di Iniziativa Popolare sui “Trattati internazionali, basi e servitù militari”
Noi Firmatari del seguente appello ci rivolgiamo a tutte e tutti coloro che hanno a cuore il Ripudio della guerra iscritto nella Costituzione Italiana e che per renderlo operativo vogliono avviare concrete politiche di disarmo.
Oggi, infatti, la presenza ormai invasiva e intollerabile, di numerosissime installazioni militari, a cui vengono asservite le esigenze vitali della società civile, è collegata, per ragioni materiali e geopolitiche all’uso offensivo degli armamenti contro altri popoli ed alle complicità generali del nostro paese nella guerra globale, come ha mostrato in questi anni l’uso delle basi del nostro paese per sferrare attacchi di guerra come quelli contro la Serbia, l’Iraq, l’Afghanistan ed ancora l’Iraq, in un quadro di riproposizione della logica neocoloniale e di occupazione militare dei territori. Dunque una battaglia per il disarmo e per la smilitarizzazione dei territori è una concreta battaglia contro la guerra e per rompere le complicità dell’Italia con chi conduce la guerra globale facendo anche uso di armi di distruzione di massa. Per questi obiettivi si muove la campagna a sostegno della Legge di iniziativa Popolare sui trattati internazionali, basi militari e servitù militari: una legge-quadro che
affronta la questione degli accordi militari stabilendo alcuni punti inderogabili che attuino concretamente l’art. 11 della Costituzione e rendano operativi in Italia i Trattati firmati dalla stessa Italia per la messa al bando delle armi di distruzione di massa ( da quello sulla non proliferazione nucleare, a quello sulla messa al bando delle armi chimiche e batteriologiche, a quello di Ottawa sulle mine anti-persona).
I punti inderogabili che pone questa legge sono:
a) la desecretazione di tutti gli accordi militari e l’obbligo di ratifica parlamentare;
b) il divieto di ratifica di ogni accordo militare che preveda sotto varie forme la guerra di aggressione ( dal deposito e installazione di armi di distruzione di massa alle alleanze con paesi che prevedano l’uso di armi di distruzione di massa o missioni militari di aggressione contro paesi terzi, all’acquisto e produzione di armi offensive, alla ricerca nel campo bellico);
c)la riconversione delle strutture militari in strutture civili, stabilendo un termine massimo di dieci anni per ogni struttura militare già esistente;d) l’adeguamento delle strutture militari esistenti alla normativa di tutela ambientale, stabilendo nel contempo il parere favorevole vincolante degli enti locali;
d) la sospensione dei progetti in corso di nuove installazioni militari o ampliamenti delle basi militari esistenti . I PROMOTORI DI QUESTA LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE VOGLIONO OTTENERE GRADATAMENTE LA LIBERAZIONE DEI TERRITORI DEL NOSTRO PAESE DALLA PRESENZA DI PESANTI SERVITU’ MILITARI SOTTOFORMA DI BASI MILITARI, CAMPI DI ESERCITAZIONE SIA MARINI CHE TERRESTRI, DEPOSITO E TRANSITO DI ARMAMENTI, USO DI INFRASTRUTTURE CIVILI A SCOPO MILITARE, USO MILITARE DEI PORTI MERCANTILI CON ATTRACCO DI NATANTI NUCLEARI, AEROPORTI E LUOGHI DI STOCCAGGIO DI ARMI DA GUERRA.
L’entrata in vigore di questa legge segnerebbe una svolta concreta verso il disarmo e la smilitarizzazione dei territori. Per questo invitiamo a firmare e a far firmare questa proposta di legge, sostenendo in questo modo la campagna contro la guerra, per il disarmo e la pace. Primi firmatari dell’appello:Adesioni individuali Tommaso Di Francesco, Angelo Mastrandrea, Fausto Pellegrini, Manlio Dinucci, Gino Strada, Teresa Sarti Strada, Alex Zanotelli, Lucio Manisco, Giulietto Chiesa, Marinella Correggia, Franco Ottaviano, Angelo Baracca, don Vitaliano Della Sala, Giovanni Franzoni, Sancia Caetani (Scienziate/i contro la guerra) , Gigi Malabarba, Fernando Rossi, Giorgio Gattei ( economista), Salvatore Cannavò, Franco Turigliatto, Paolo Sabatini, Giorgio Cremaschi, Pierpaolo Leonardi, Luciano Benini (fisico), Roy Paci (musicista), Stephanie Westbrook (U.S. citizens for peace and justice), Luciano Vasapollo, Vauro, Don Andrea Gallo, Dario Fo, Franca Rame, Nicola Cipolla, Franco Borghi, Alberto L'Abate, Margherita Hack (astrofisica), Enzo Mazzi (Comunità dell'Isolotto Firenze),Giuseppe Coscione(Comunità Cristiana di Base - Genova), Maurizio Nazzaretto( scultore), Vittorio Agnoletto, Luisa Morgantini, Adriana Zarri (teologa),Giuliano Montaldo ( regista), Ascanio Celestini (attore), Silvio Soldini (regista), Antonio Balletta ( teologo), Piero Bernocchi, Valerio Gennaro (epidemiologo-Commissione uranio impoverito), Massimo Réndina ( ANPI), Nando Simeone, Monia Benini, Sergio Ruggieri.Inoltre hanno aderito le seguenti sigle collettive: Attac Italia, Emergency, Megachip, Ass. Naz. Giuristi Democratici, Partito Umanista, Sinistra Critica, WILPFF-Italia, Comitato "Via le truppe", Comitato per la pace X Municipio-Roma, Coordinamento per l'unità dei comunisti, Le assise della città di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia, Movimento politico dei cittadini, Ass. Culturale Punto Rosso-Jesi, Cepes-Palermo, Coordinamento Artisti "ARTE PER", Berretti Bianchi-Onlus, Rete per la globalizzazione dei diritti ( Ge), Centro ligure di documentazione per la pace, Comitato per la pace Rachel Corrie (Ge).
(commenti? | Pace e Nonviolenza | Voto: 0)
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Globalizzazione: Da Oaxaca - Mexico
Postato da webmaster in Lunedì, 18 febbraio @ W. Europe Standard Time (117 letture)
I nostri compagni Doriana e Marco della ass. Terra Nuova sono ad Oaxaca in Messico per un progetto di volontariato. Ci hanno inviato questo articolo di Claudio Albertani, italiano da molti anni in Messico.
Messico ferito
di Claudio Albertani
Il Messico è ferito. È vero che nella sfortunata geografia della sofferenza ci sono paesi che stanno molto peggio, ad esempio l’Iraq o la Palestina. Tuttavia, in Medio Oriente e altrove ciò che predomina è il fragore delle armi. Ricordo l’inutile sforzo che feci alcuni anni fa di spiegare la ribellione indigena del Chiapas a dei rifugiati pachistani che avevo conosciuto in Europa. Io parlavo di quanto innovatore fosse il messaggio zapatista, del ruolo delle donne insorte, dei progetti di autonomia territoriale… Nulla di tutto ciò pareva loro importante. Le domande erano: “quanti kalashnikov hanno? Quante granate di frammentazione? Mine antiuomo?” Secondo i miei interlocutori, l’unica cosa importante era la capacità offensiva che potevano esibire gli insorti.
L’aneddoto aiuta a capire la tragedia del Messico ed, al tempo stesso, la forza della sua gente. Qui, nonostante condizioni assai difficili e preoccupanti livelli di repressione, i movimenti sociali sono, in gran parte, pacifici. La violenza si trova da una sola parte – quella del governo – e, come ebbe a dire Gandhi, la violenza è la risorsa dei deboli.
Ecco il primo dato. È difficile afferrare il perché dell’enorme sproporzione tra violenza ufficiale e domande sociali. A Oaxaca, i 23 morti confermati tra giugno e dicembre 2006 (più un numero ancora imprecisato di desaparecidos) sono da una sola parte, quella dei cittadini che protestano. I 45 martiri di Acteal (dicembre 1997) non erano pericolosi terroristi, bensì gente pacifica, in maggioranza donne (di cui alcune incinta), bambini ed anziani intenti a pregare.
Le donne violentate, gli adolescenti picchiati e le due giovani vite stroncate a San Salvador Atenco (maggio 2006) non rappresentavano una minaccia per la sicurezza nazionale. Tuttavia, è stato applicato loro lo stesso trattamento sadico che abbiamo visto nei documentari su Abu Grahib.
Il dottor Guillermo Selvas e sua figlia Mariana, rilasciati qualche giorno fa dal carcere statale Molino de Flores, non sono pericolosi fanatici disposti ad uccidere, bensì persone che prestavano aiuto medico ad Atenco e per questa tremenda colpa hanno passato un anno, otto mesi e quindici giorni in prigione. Con che accusa? Nessuna, visto che sono usciti scagionati da ogni colpa.
(Leggi Tutto... | 7644 bytes aggiuntivi | Globalizzazione | Voto: 0)
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ANCONA News: C'era una volta il modello marchigiano
Postato da webmaster in Martedì, 06 novembre @ W. Europe Standard Time (186 letture)
Proposta per un
Cantiere che costruisca un Modello Marchigiano Alternativo
I saperi per un modello alternativo
Pensiamo che in questa regione sia necessaria una riflessione e una discussione critica sul modello economico e sociale che contraddistingue il nostro territorio.
Anche nelle Marche, in questi anni, settori della società civile, più o meno organizzati, hanno posto il problema di avviare sperimentazione di alternative concrete al modello e al sistema che hanno caratterizzato la nostra regione negli ultimi decenni. Hanno avviato percorsi teorici e concreti per una economia più solidale che abbia al centro i diritti delle persone, il rispetto dell’ambiente e un ruolo importante per la pace in questa area geografica. Ognuno si è mosso a partire dalla propria esperienza, dalle proprie competenze, dalle proprie esigenze per costruire percorsi come quelli del Tavolo dell’economia solidale, della campagna per l’acqua pubblica, delle mobilitazioni in difesa del territorio e dei diritti di cittadinanza; sono l’esperienza di intellettualità che si sono poste domande ed hanno camminato a fianco di questi movimenti; sono l’esperienza di chi si è fatto promotore attraverso la cooperazione e il volontariato della costruzione di un welfare comunitario. Non è nostra intenzione tentare di ridurre tutta questa ricchezza in un unico spazio e nemmeno provare a coordinarla. Tuttavia riteniamo che mettendo in comune le diverse esperienze ed i diversi punti di vista, questa pluralità di soggetti possano avere la forza di proporre un modello economico e sociale complessivo alternativo a quello attuale che è già riscontrabile in alcune pratiche virtuose di alcune amministrazioni locali e alcune soggettività sociali ed economiche.
Per certi versi ci richiamiamo anche all’esperienza della Campagna nazionale Sbilanciamoci (www.sbilanciamoci.org) che parte dal presupposto che è necessario cambiare radicalmente la prospettiva delle politiche pubbliche rovesciando le priorità economiche e sociali, per rimettere al centro i diritti delle persone, di un mondo più solidale e la salvaguardia dell’ambiente anziché le esigenze dell’economia di mercato fondata su privilegi, sprechi, disuguaglianze. Ad essa aderiscono organizzazioni di livello nazionale e locale. Sbilanciamoci promuove ogni ottobre una proposta di finanziaria alternativa, seminari di approfondimento e un rapporto sui diritti sociali, sull’ambiente e sulle politiche pubbliche.
(Leggi Tutto... | 7238 bytes aggiuntivi | ANCONA News | Voto: 0)
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