RIPUDIAMO IL TERRORISMO E LA GUERRA


Occorre sconfiggere il terrorismo.

E’ indispensabile individuare,  catturare e punire i responsabili dell'atroce attentato dell'11 settembre.

Ma proprio l’obiettivo prioritario della lotta al terrorismo impone oggi a ciascuno di noi una riflessione pacata e consapevole su quanto è avvenuto in queste ultime settimane e sui rischi gravissimi di allargamento del conflitto in atto, senza limiti temporali e territoriali così come asserito dallo stesso Bush.

La guerra non è lo strumento giusto per debellare il terrorismo: dopo diverse settimane di bombardamenti in Afghanistan, cresce il numero delle vittime civili, del tutto innocenti, mentre il problema dei profughi è già diventato una vera e propria emergenza umanitaria di enormi proporzioni e nessun terrorista è stato catturato.

E' tempo di restituire la parola alla politica, alla diplomazia internazionale. Occorrono gesti e atti politici che parlino a tutto il mondo arabo con parole di pace e cooperazione, al fine di svuotare i serbatoi dell'odio, dell'integralismo e del terrore.

Per questo esprimiamo la nostra più netta contrarietà per la scelta del nostro governo di offrire uomini e mezzi per il prosieguo della guerra in territorio afghano.

Respingiamo la guerra perché:

-         calpesta i diritti dei più deboli e rafforza i privilegi dei potentati economici;

-         viola la nostra stessa Costituzione che all’art. 11 recita: “l’Italia ripudia la guerra come strumento per la risoluzione di qualsiasi controversia” nonché il diritto internazionale;

-         inasprisce il fanatismo religioso e l’odio verso l’Occidente;

-         somma le vittime di New York ad altre vittime innocenti;

-         non ha mai risolto i problemi ma li ha solo aggravati, come è già avvenuto in Iraq, Bosnia, Kossovo, etc.;

-         restringe gli spazi di democrazia (leggi speciali e limitazione dei diritti, controlli continui sulla popolazione) e depotenzia il conflitto sociale;

-          taglia le spese sociali per coprire gli oneri derivanti dalla nostra partecipazione diretta al conflitto (diverse migliaia di miliardi);

-         riduce ulteriormente l’autorevolezza dell’ONU, unico organismo internazionale legittimato ad intervenire contro il terrorismo.

Arci Ancona, Caritas, Circolo Africa, CVM, Emergency, Free Woman, Laboratorio Sociale, Legambiente, Bottega Mondo Solidale Ancona, Scuola di Pace Ancona, Servizio Civile Internazionale, Tenda d’Abramo Falconara, Time for Peace

 

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