RIPUDIAMO IL TERRORISMO E LA GUERRA:
DIGIUNIAMO PER LA PACE
I fatti dell'11 settembre stanno rimettendo in discussione i nostri modi di pensare. Chiunque abbia a cuore le sorti dell'umanità, andando oltre l'angoscia, non può non porsi delle domande riguardo la giustizia, le sorti della pace e la propria personale responsabilità. Noi vogliamo opporci e reagire alla violenza ed al terrorismo e nello stesso tempo ripudiamo la guerra, come recita esemplarmente l'art. 11 della ns. Costituzione. L'insensatezza della risposta bellica trova la sua motivazione nel fatto che, alle tante vittime innocenti del terrorismo, se ne aggiungono molte altre: i bombardamenti dell'Afghanistan non solo non hanno ucciso nessun terrorista, mentre hanno fatto tante nuove vittime innocenti, ma alimentano violenza e fanatismo contro tutto l'occidente.
In quanto persone responsabili del destino dell'umanità, crediamo che il terrorismo non si vincerà mai con la guerra. La scelta dell'Italia di entrare in guerra ci riempie di tristezza e di preoccupazione.
La guerra aggiunge morte a morte, mentre la nonviolenza produce il cambiamento personale e sociale attraverso stili di vita che, accettando anche la rinuncia ed il sacrificio, costruiscono nuove relazioni tra le persone e gli Stati. La pace non esiste, non può esistere, se non ci sono donne e uomini di pace che si impegnano per la giustizia ed il dialogo reciproco. Noi sottoscritti proponiamo a tutti le sottoindicate iniziative pubbliche che sono partite da domenica 4 novembre 2001, anniversario dell' "inutile strage" (come disse Benedetto XV°) della I^ guerra mondiale:
Ø Digiuno a staffetta di una giornata (solo pane ed acqua);
Ø Digiuno televisivo;
Ø Riduzione o rinuncia alle spese natalizie con devoluzione della quota corrispondente a progetti di pace e di solidarietà;
Ø Obiezione di coscienza alle spese militari.
In relazione a quest'ultima proposta invitiamo ad essere presenti al presidio presso la Commissione tributaria prov.le di Ancona (C.so Mazzini, 55) martedì 20 novembre,alle ore 15,00, dove verrà discusso il ricorso di Mario Busti, già obiettore fiscale dal 1983, per aver versato L. 21.000 delle proprie imposte anziché allo Stato dove, "certamente sarebbero state utilizzate per costruire armi omicide e criminose", al Fondo per la pace del Comune di Montemarciano per progetti educativi sulla pace e sulla nonviolenza. |
COMITATO PER LA PACE DI MONTEMARCIANO - RdB MARCHE – SCUOLA DI PACE DI ANCONA