PERCHÈ UNA CASA DELLE CULTURE AD ANCONA

Da alcuni anni assistiamo al fenomeno della separazione tra società civile e cittadini da un lato e rappresentanza politica, istituzionale e luoghi della politica dall'altro.
Le istituzioni non riescono più a rappresentare le forme e le istanze culturali che la comunità esprime nel suo molteplice agire e nel suo divenire quotidiano.
Migliaia e migliaia di persone hanno in questi mesi riempito le piazze e percorso le strade d'Italia con uno spontaneismo che trova ragione nella necessità di rendere visibile, più ancora che ricostruire, una cultura diffusa derivata da vissuti personali, esperienze collettive e bisogni.

Lo stesso processo sta avvenendo in tutto il continente; cresce la richiesta di un'Europa dei popoli e dei loro diritti, in rapporto paritetico tra loro, di una comunità allargata, parte di quella più vasta e poliedrica del Mediterraneo, ove si affermi la cooperazione e l'integrazione multiculturale.
Si va diffondendo l'idea che il miglioramento della qualità della vita nella città passa attraverso lo sviluppo e l'esercizio della democrazia in forma partecipata, che la comunità locale possa evolversi in senso sostenibile ed ecocompatibile e che la forma realizzativa deve necessariamente mettere in gioco singole persone, gruppi di interessi, esigenze diffuse.
Se una comunità autoproduce cultura, ad essa sarà difficile togliere ciò che ha conquistato materialmente ed intellettualmente. Cultura dal basso ed autoproduzione culturale sono per noi la risposta all'omologazione che viviamo quotidianamente, alla tendenziale riduzione di tutti gli aspetti della vita umana in merce.

Il ruolo delle istituzioni è stato segnato da una evidente passività rispetto alle più recenti dinamiche della società, si è caratterizzato per un esclusivo sostegno finanziario, senza effettiva corrispondenza tra offerta e richiesta culturale.
Gioco forza, si è determinata un'azione politica ed amministrativa basata sugli eventi che, pur importanti e necessari, rischiano, se esclusivi, di sedimentare ben poco nella comunità locale rispondendo quasi sempre ad un bisogno estemporaneo d'intrattenimento ed evasione.
Riteniamo che questo non sia sufficiente.

E' importante che nella vita quotidiana di ciascuna persona della comunità si realizzino spazi e momenti di condivisione, necessari a creare nuovi gesti, nuove azioni, movimenti e pratiche collettive.
Ecco perché abbiamo pensato ad una casa delle culture come luogo dove questo tentativo e processo possa avere inizio e possa avere una prima, parziale, realizzazione.

Casa delle culture intesa non come alternativa a quanto è stato fatto fino ad ora, ma come valorizzazione di diversi percorsi e punto di partenza per nuove iniziative nel tentativo di portare e rappresentare la vita della città fuori dalle mura domestiche e da quelle istituzionali, chiedendo ad ognuno di mettersi in gioco per quello che sa e può dare. Non pretendiamo di rappresentare le esigenze di tutta la città; proponiamo però un progetto che renda visibile il nostro diverso punto di vista e che questo diventi, al pari di altri, elemento di discussione ad Ancona.

Vogliamo recuperare l'esperienza, la storia, le pratiche e le iniziative che i singoli, i gruppi, i movimenti e le associazioni promotrici di questo progetto hanno realizzato e sperimentato ad Ancona nel corso degli anni.
Si tratta di un processo che, attraverso il contatto, la conoscenza e lo scambio, crei cultura e la faccia evolvere, costruisca una comune identità basata sulla non-violenza, sull'inclusione, sulle differenze, sulla sostenibilità sociale ed ambientale delle scelte e delle azioni.
Ancona ha in questo sicuramente tradizioni da far valere nel campo dell'accoglienza, della pace e della solidarietà che all'interno di una Casa delle culture possono trovare nuova linfa, visibilità ed ampliamento.

In concreto proponiamo questi progetti di lavoro, attivabili da subito, che diventino momento di azione nella città della Casa delle Culture, così strutturati:

A) ATTIVITA' DI PRODUZIONE
1. Istituzione di un centro di formazione su temi condivisi (inizialmente potrebbero essere pace-nonviolenza-consumo critico-globalizzazione dei diritti) organizzato sia come "scuola" - con corsi, conferenze, stages - che centro di produzione di "pacchetti" formativi da proporsi in particolare alle scuole e alle università.

2. Creazione e gestione di una rete virtuale nella città che sia una vera e propria rete civica dinamica, sulla quale prevedere la possibilità di autonomi interventi sia delle associazioni che dei cittadini. La rete dovrà contenere i percorsi e i rimandi essenziali per permettere a chi cerca informazioni di passare dal virtuale al reale, essere uno strumento-ponte.

3. Attivazione di un osservatorio delle politiche locali che analizzi alcuni aspetti della gestione della città e degli interventi amministrativi (ad esempio urbanistica, viabilità e mobilità urbana, agibilità degli spazi pubblici, politiche culturali, servizi sociali, ecc.) proponendo iniziative e momenti di confronto nella direzione della democrazia partecipativa e dell'ecosostenibilità.

4. Realizzazione di uno spazio artistico-culturale dedicato alla programmazione di iniziative e manifestazioni aperto a tutte le forme espressive e che punti a dare visibilità a coloro che non riescono ad usufruire dei classici canali istituzionali.

5. Creazione di un archivio storico della società civile e dei movimenti di lotta anconetani che fissi, utilizzando i più vari supporti, la cronologia, i contenuti, le vittorie, le sconfitte e le aspirazioni della comunità nella sua storia. Dovrà puntare al coinvolgimento anche delle singole persone, raccogliendo materiali che andrebbero irrimediabilmente persi o resterebbero inutilizzati invece di trovare attualizzazione

B) ATTIVITA' DI DOCUMENTAZIONE
1. Creazione di una banca dati fisica e virtuale a partire dagli archivi delle associazioni aderenti, gestita "in progress" e quindi aggiornata costantemente in relazione alle tematiche sulle quali si produce iniziativa nella città. La banca dati dovrà essere in grado di archiviare e fornire materiali nonché di proporre ed indicare punti e percorsi di approfondimento nella città, creando quindi una rete di informazioni e relazioni su ciascun tema.

2. Realizzazione di una sala di lettura orientata sui temi previsti dalla Casa delle Culture che sia luogo di incontro, anche in collaborazione con la biblioteca Benincasa e l'Amministrazione comunale.

 

IPOTESI DI PROTOCOLLO DI ACCORDO DI COLLABORAZIONE
PER LA FONDAZIONE DI UNA CASA DELLE CULTURE AD ANCONA

Premesso:
· che nella città di Ancona operano gruppi, organizzazioni ed associazioni senza fini di lucro sia come espressioni locali di organizzazioni a carattere nazionale e sia come gruppi di cittadini organizzati esclusivamente su base locale;
· che tali gruppi, organizzazioni ed associazioni operano sulle molteplici tematiche dell’impegno culturale e sociale come ad esempio l’ambiente, la pace, la cultura, il teatro, le arti visive, la musica, il volontariato ed in generale per lo sviluppo sostenibile della comunità locale in tutti i suoi aspetti, costituendo una multiforme e primaria risorsa per la crescita e la promozione della società civile anconetana;
· che è interesse primario dell’amministrazione comunale valorizzare tali risorse sociali e culturali utilizzanndo ogni strumento e provvedimento che consenta a tutti, cittadini singoli od organizzati, di confrontare le proprie esperienze e saperi e di intervenire sul territorio anche in maniera coordinata su tematiche di interesse comune per la città;
· che la valorizzazione delle risorse del volontariato sociale passa anche attraverso forme di concentrazione delle iniziative culturali in un luogo che diventi riconoscibile nella città come spazio–simbolo della cultura e della identità della città di Ancona, nonché come punto di riferimento, luogo e spazio di confronto permanente tra cittadini, loro associazioni e l’ente locale, al fine di promuovere con l’incontro tra le diversità dei punti di vista l’arricchimento reciproco delle realtà coinvolte ed il miglioramento dell’azione amministrativa comunale;
· che tale percorso tende al miglioramento della qualità vita nella città, in linea con modelli culturali e di azione solidali, eco-compatibili e di democrazia partecipata, che non può non avvenire senza lo stimolo di iniziativa e proposta dal basso e l’azione dei suddetti gruppi ed associazioni, che costituiscono elemento essenziale nella attivazione di un coinvolgimento attivo della comunità anconetana nella elaborazione e nell’attuazione dei progetti e delle scelte che si operano a e su Ancona;

considerato:
· che quanto sopra detto risulta pienamente in linea con il disposto dell’art. 3 del D.Lgs. 18/8/00 n. 267, il quale chiarisce che l'ente locale rappresenta la propria comunità, promuovendone gli interessi e lo sviluppo anche attraverso le attività che possono essere adeguatamente esercitate dalla autonoma iniziativa dei cittadini e delle loro formazioni sociali;
· che tali principi sono stati recepiti nello Statuto del Comune di Ancona (approvato con la deliberazione del Consiglio Comunale n. 124 del 30/10/2000) e specificatamente all’art. 4 comma 3 e 4 dove si garantisce la tutela, lo sviluppo e la fruizione delle risorse culturali in funzione di una sempre migliore qualità della vita;
· che nel medesimo Statuto, all’art. 16, si esplicita che il Comune sostiene e valorizza gli enti, le organizzazioni di volontariato e le libere forme associative che perseguono, senza scopo di lucro, finalità umanitarie, religiose, culturali, scientifiche, sportive, di promozione sociale e civile, di salvaguardia e valorizzazione dell'ambiente naturale e del patrimonio culturale e artistico, quale espressione dei principi di solidarietà ed anche al fine di favorire lo sviluppo democratico delle comunità e la formazione dei cittadini e che tali finalità possono essere perseguite anche mediante la stipulazione di convenzioni mettendo a disposizione mezzi e i servizi occorrenti per l'organizzazione di iniziative e manifestazioni;

visto:
· l’art. 43 della Legge 27/12/97 n. 449 che permette alle pubbliche amministrazioni di stipulare accordi di collaborazione con soggetti privati ed associazioni, senza fini di lucro;

tutto ciò premesso,
tra le associazioni senza fini di lucro anconetane: ……..
e Comune di Ancona si conviene e si stipula il seguente accordo di collaborazione.

ART. 1 – FINALITA’ DELL’ACCORDO DI COLLABORAZIONE
Il presente accordo ha lo scopo di:
1. valorizzare le risorse culturali, del volontariato e della società civile della città di Ancona mettendo in relazione le diverse culture, esperienze e saperi;
2. promuovere il miglioramento della qualità della vita in città creando una rete delle associazioni firmatarie e dei cittadini in grado di sviluppare le risorse culturali locali per la elaborazione, il controllo ed l’attuazione dei progetti e delle scelte che si operano nella e sulla città;
3. promuovere l’incontro e la contaminazione culturale di modo che le idee, la fantasia,la ricerca di ciascun gruppo come dei singoli cittadini trovino una casa in cui confrontarsi e mostrarsi, accogliendo e misurandosi con la nuova sfida di una società multirazziale e multiculturale per raggiungere uno sviluppo sostenibile ed eco-compatibile della città;
4. sviluppare e realizzare progetti culturali e di azione comuni ai soggetti firmatari;
5. migliorare l’azione dell’ente locale attraverso la proposizione e la verifica degli interventi con la società civile, attivando un percorso di democrazia partecipata;
6. concentrare le iniziative per luoghi e tematiche evitando di disperdere risorse umane, culturali, di memoria storica e finanziarie nella loro realizzazione.
I firmatari individuano nella fondazione di una Casa delle Culture il percorso realizzativo degli obbiettivi del presente accordo.

ART. 2 – CASA DELLE CULTURE
Si definisce Casa delle Culture il luogo fisico, lo spazio libero comune dove si concentrano la presenza e le iniziative delle associazioni firmatarie e parte della vita culturale della città e dove qualsiasi cittadino possa trovare informazioni, formazione, proposte di azione, confronto con altri cittadini, associazioni ed Amministrazione comunale.
Nella Casa delle Culture dovranno realizzarsi le finalità del presente accordo come definite all’art. 1 proponendosi come simbolo, ideale e forma realizzativa di una cultura dal basso, democratica e multietnica, che parta dalla valorizzazione della realtà anconetana e del vissuto di ciascuno.
La Casa delle Culture come luogo fisico dovrà collocarsi nel centro città riassegnando al centro storico il luogo di agorà culturale, politica e di comunicazione sociale diffusa.
La casa delle Culture sarà autogestita dalle entità firmatarie del presente accordo attraverso l’adozione di un Regolamento di gestione ispirato ai principi della parità di dignità dei partecipanti, della condivisione e collegialità delle decisioni sugli obbiettivi generali di intervento e di spirito di servizio verso la città. S
ommariamete la struttura dovrà garantire le seguenti possibilità operative:
· una o più sale attrezzate per convegni, riunioni e dibattiti, mostre, piccoli concerti ed attività musicali;
· una o più sale attrezzate per corsi, studi e ricerche;
· una sala multimediale con collegamento Internet e computers dedicati alla autoproduzione grafica, editoriale e multimediale;
· emeroteca, videoteca e piccola biblioteca/archivio delle culture.

ART. 3 – DURATA DELL’ACCORDO DI COLLABORAZIONE
Il presente accordo di collaborazione ha la durata di 4 anni decorrenti dalla delibera di approvazione del Consiglio Comunale.
Si procederà ad una verifica tra i soggetti firmatari e l’Amministrazione comunale dei risultati raggiunti e dell’opportunità di rinnovare e/o modificare il presente protocollo mediante una iniziativa pubblica di valutazione entro i 6 mesi antecedenti la decadenza del protocollo.

ART. 4 – OBBLIGHI DELLE ASSOCIAZIONI
Le associazioni firmatarie si impegnano, nel rispetto del Regolamento di gestione della Casa delle Culture, ad una consultazione periodica per produrre e programmare iniziative e interventi culturali per allargare la proposta e l’iniziativa della società civile ad Ancona secondo le finalità indicate all’art. 1.
La partecipazione al presente accordo comporta comunque la piena autonomia di decisione, proposta ed iniziativa di ogni singola associazione anche al di fuori del presente protocollo.
Le associazioni si impegnano a mettere a disposizione le proprie risorse culturali, conoscenze, materiali informativi e l’impegno dei propri aderenti per il raggiungimento degli scopi del presente accordo.
Le associazioni promuovono la partecipazione alla Casa delle Culture dei propri aderenti e di tutta la cittadinanza.

ART. 5 – OBBLIGHI DEL COMUNE
Il Comune si impegna ad individuare, anche in via provvisoria, una propria struttura da adibire a Casa delle Culture mettendo a disposizione le proprie risorse tecniche e lavorative, canali informativi e pubblicitari, per la sua gestione secondo quanto indicato nel presente articolato e per la promozione delle iniziative che saranno decise nel suo ambito.

ART. 6 – FORME DI CONSULTAZIONE
La Casa delle Culture sarà gestita da un comitato di gestione formato almeno da un membro per ciascuna organizzazione aderente al presente accordo.
Il comitato di gestione avrà il compito di curare ed assicurare la comunicazione bidirezionale con l’Amministrazione comunale sulla gestione della Casa delle Culture, i temi di iniziativa proposti e le iniziative da realizzarsi in eventuale concorso col Comune.
Il comitato potrà essere allargato in qualsiasi momento a gruppi e organizzazioni che ne facciano richiesta e che condividano, sottoscrivendolo, il presente protocollo. Le sue riunioni sono pubbliche.

ART. 7 – RAPPORTI FINANZIARI
L’uso della Casa delle Culture, dei suoi spazi, attrezzature e materiali sarà gratuito per ciascuna associazione aderente, per qualsiasi altra associazione ne faccia richiesta e in generale per tutti i cittadini, nel rispetto del Regolamento di gestione.
Il Comune potrà affidare alla Casa delle Culture l’espletamento di servizi e/o la realizzazione di eventi ed iniziative culturali in linea con gli scopi indicati nel presente protocollo, regolandone i rapporti tecnico-economici con apposite convenzioni da stipularsi tra il comitato di gestione e l’Assessorato alla Cultura.
Le associazioni firmatarie utilizzeranno i propri fondi per la produzione e la realizzazione delle iniziative di propria competenza. Le associazioni aderenti forniranno gratuitamente tutto il materiale che riterranno utile per la creazione di un archivio culturale e per gli scopi della Casa delle Culture.

 

PROPOSTA DI REGOLAMENTO DELLA CASA DELLE CULTURE

Il funzionamento della Casa delle Culture è regolato dal presente Regolamento di gestione.

Il soggetto responsabile della sua attuazione è il Comitato di gestione i cui membri sono nominati di comune accordo tra le associazioni, uno per ciascuna area e campo di azione e di interesse.

Le aree sono le seguenti: sociale, ambientale, politico, studentesco, sanitario, musicale, teatrale

Il Comitato di gestione dura in carica un anno e viene formalizzato in una assemblea di tutte le associazioni aderenti la Casa delle Culture, nella quale si tracciano le linee generali di programmazione e gli obbiettivi delle attività per l’anno in corso.

Le sue sedute sono pubbliche e le decisioni vengono adottate col metodo della condivisione e del comune accordo.

Le questioni non condivise vengono approfondite in seduta successiva ed eventualmente sottoposte alla decisione della assemblea delle associazioni aderenti alla Casa delle Culture.

Il Comitato di gestione si riunisce una volta al mese o con scadenze più ravvicinate a seconda delle necessità per assolvere ai seguenti compiti:
proporre all’assemblea delle associazioni le linee generali annuali di programmazione e gli obbiettivi delle attività
attuare le line generali decise dall’assemblea organizzando la vita della Casa delle Culture attraverso iniziative, percorsi formativi e informativi, attività di ricerca, attività ricreative e socializzanti che consentano la progressiva integrazione della Casa delle Culture nel tessuto sociale della città, attuando propositi e scopi sottoscritti dalle associazioni aderenti nel protocollo di accordo
calendarizzare periodicamente le iniziative e la concessione delle sale alle associazioni secondo quanto previsto dal presente Regolamento di gestione
curare i rapporti con il Comune e altre istituzioni ai fini della buona riuscita delle iniziative e per il raggiungimento degli scopi sociali
curare la gestione finanziaria improntando la contabilità alla più completa trasparenza e accessibilità al controllo della stessa da parte di tutte le associazioni

Le sale della Casa delle Culture vengono concesse in uso in ordine progressivo di richiesta temporale, garantendo comunque a tutti l’accessibilità delle strutture, con preferenza nel caso di richieste per la medesima data, per le associazioni che hanno sottoscritto il protocollo di accordo.

Tutte le iniziative sono pubbliche e aperte al pubblico nel rispetto delle modalità di volta in volta stabilite dagli organizzatori.

Gli utilizzatori sono responsabili del decoro, dell’ordine e della pulizia dei locali utilizzati per lo svolgimento delle iniziative e di eventuali danni che dovessero derivarne alle strutture, arredi, materiali e terze persone.

 

Linee guida per il Piano Economico di Gestione

Premesso che la sistemazione dello spazio nel quale troverà sede la Casa delle Culture sarà opera del Comune di Ancona, l’Associazione Casa delle Culture intende collaborare anche alla fase di messa in uso dei locali mettendo a disposizione le singole competenze delle associazioni che fanno parte di essa e suggerendo ipotesi di allestimento, suddivisione degli spazi e utilizzo di energie rinnovabili attingendo fondi anche da progetti che finanzino investimenti specifici e progetti pilota (pannelli solari, utilizzo di combustibili ecologici, isolamenti termici, riciclaggio dei materiali, ecc.).

ENTRATE
Il prospetto delle entrate economiche che dovranno mettere in condizione di far funzionare il progetto Casa delle Culture con continuità ed efficacia, in condizioni tali da consentire la piena autogestione della stessa, prevede, in termini percentuali a base annua, una ripartizione di massima delle entrate attraverso le seguenti voci:

Spazio pubblico ricreativo
Sotto questa voce si descrive l’attività quotidiana del centro nel suo spazio ricreativo costituito da una sala con bar, schermo/videoproiettore, riviste, musica, tipico dei circoli culturali .
Ha una funzione importante per il progetto perché permette di raccordare sul piano della quotidianità, della discussione informale, del passaparola, l’attività svolta con le iniziative specifiche della Casa delle Culture costituendo appunto un centro attrattore primario. Il suo contributo alle entrate in base annua è indicativamente previsto in ragione del 40% .
Iniziative socio culturali
Indica tutte le iniziative vere e proprie realizzate dalle singole associazioni o direttamente dalla Casa delle Culture all’interno del centro su determinate tematiche. Esse comprendono attività culturali, musicali, aggregative quali concerti, feste, readings con cene ecc. Il contributo alle entrate è previsto nell’ordine del 25%.
Progetti specifici

I progetti specifici riguardano tutte le attività che verranno sviluppate nel centro grazie alle competenze ed ai progetti già avviati o in via attuativa delle varie associazioni presenti nel progetto e riguardano corsi, stages o progetti portati avanti anche con enti o istituzioni. L’apporto portato alle entrate è inizialmente previsto in un 25% con una previsione, negli anni successivi, di un costante aumento in relazioni alla possibilità che anche la Casa delle Culture in quanto tale possa realizzare progetti specifici di dimensioni più grandi rispetto a quelli alla portata delle singole associazioni. L’altro fattore di incremento è rappresentato da quest’ultime, che saranno ugualmente in grado di presentare singoli progetti di più largo respiro potendo utilizzare uno spazio come quello della Casa delle Culture, attualmente non disponibile in città.
Quote associative
In questo caso l’idea è quella di prevedere un contributo in base annua detratto dalla vendita delle tessere delle singole associazioni. Si tratta di un bacino di tesserati di almeno diecimila persone, e rappresenta nel totale delle entrate il 5% ma rappresenta una voce importante dal momento che è l’unica entrata che non necessita di un’uscita come spesa per il centro per la sua realizzazione.

USCITE

La gestione in comune da parte di organizzazioni e singoli già impegnati nella tipologia di iniziative che sanciranno l’attività del centro fa sì che quest’ultimo potrà avvalersi di competenze, esperienze e preparazione tecnica uniche nella città, per cui le voci in uscita sono molto semplificate. Esse riguardano:

Iniziative
Il costo delle iniziative è previsto nell’ordine del 65% rispetto al totale delle uscite e si tratta di una voce composta. Il costo elevato delle iniziative è giustificato dalla particolarità della Casa delle Culture che non perseguendo fini di lucro vedrà nello svolgersi delle sue attività anche quelle che non prevedono una forma di rientro economico, come la stampa e l’affissione di manifesti, il sostegno o la partecipazione a progetti di volontariato o campagne di informazione ecc in ragione del 25%. Sotto questa voce sono inoltre indicate anche le spese relative alla realizzazione delle voci indicate nelle Entrate come Spazio Pubblico Ricreativo e Iniziative socio culturali in ragione del 40%

Manutenzione
Il 25% delle uscite è rappresentato dalla voce generica manutenzione nella quale sono inserite le spese correnti di gestione dello Spazio Pubblico Ricreativo e delle Iniziative socio culturali relative alla pulizia del centro, fornitura bar, riparazioni attrezzature tecniche ecc.

Investimenti
Il restante 10% delle Uscite è rappresentato genericamente da investimenti e prevede l’acquisto di strumentazioni necessarie all’attività del centro (videoregistratori, amplificazione, luci, mixer ecc.) Si tratta di investimenti in prospettiva, in quanto Casa delle Culture, grazie al contributo sinergico dei soggetti che la costituiscono, è in grado di funzionare immediatamente senza l’acquisto di particolari strumentazioni, che in una prima fase possono essere messe a disposizione dalle associazioni che già le posseggono.

Prospetto ENTRATE/USCITE
ENTRATE

Spazio Pubblico Ricreativo 40%
Iniziative socioculturali 25%
Progetti Specifici 30%
Quote associative 5%

USCITE
Iniziative 65%
Manutenzione 25%
Investimenti 10%

 

Carta d’intenti della Casa dello Studente

Premettendo che: - Ancona non offre spazi di aggregazione e di elaborazione critica e culturale destinati a coinvolgere la realtà giovanile;

- non tutti i giovani di Ancona sono ancora disposti a sprecare le proprie energie e risorse passeggiando lugubramente per le vie del centro;

- gli studenti, pur avendo grandi capacità (artistiche, musicali, letterali, etc), non riescono ad esprimerle per la mancanza di luoghi fisici dove proporre e concretizzare le loro idee;

La Casa dello Studente, come spazio libero e liberato, si prefigge di diventare un contenitore pensante ed attivamente presente dove tutti coloro che vivono quotidianamente i problemi e le esperienze legate alla scuola e non solo, possono elaborare, creare, pensare, modellare un’ alternativa reale di colori e profumi al grigiore che omologa le future, precarie menti del mondo.

La Casa dello Studente è un progetto integrante e pensante della Casa delle Culture.
La Casa dello Studente includerà:

- una sala studio di circa 25 posti aperta tutti i pomeriggi e a disposizione di chiunque voglia studiare individualmente o collettivamente; - una biblioteca autogestita di circa 500 testi;

- una sala riunioni dove i collettivi studenteschi attivi nella zona di Ancona possono organizzarsi e fare politica; un luogo quindi, che sarà a disposizione di tutti coloro che vorranno liberare i propri pensieri e che hanno bisogno di un posto concreto per realizzare i propri sogni e crescere con l’autogestione e non solo, ma anche un ritrovo di aggregazione e socializzazione giovanile.

La Casa dello Studente sarà gestita direttamente dagli studenti/esse che credono fermamente in questo progetto con il metodo dell’autorganizzazione.

La responsabilità effettiva del funzionamento della Casa dello Studente dipenderà esclusivamente dalla forza di volontà, dal lavoro e dall’ energia positiva e propulsiva di coloro che intendono crescere e far crescere nel/il luogo in questione.

L’autogestione è una presa di coscienza di se stessi ed un bagaglio culturale e sociale di vita che permette di affrontare con dignità e responsabilità il sistema sociale in cui siamo chiamati a vivere.

Insomma, è una crescita effettiva del proprio io in base alle capacità ed esperienze che si riescono ad accumulare e scambiare per entrare direttamente nel mondo che voi considerate dei grandi, ma forse in maniera diversa, più solidale, culturale e leale nei confronti di tutti gli esclusi.

Il progetto è stato ideato dal Movimento Antagonista studentesco e da Radioaut l’area più giovane dell’Ancona Social Forum.

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