La scuola MENO della Moratti

La controriforma dei cicli scolastici, così come emerge dalla legge delega presentata dal Ministro Moratti e dal documento finale della Commissione Bertagna, evidenzia un duro attacco alla SCUOLA PUBBLICA, che si concretizza in una riduzione, immiserimento e banalizzazione dell'intero percorso scolastico.

Un progetto che, se non verrà fermato, riporterà la scuola italiana indietro di decenni.

Ecco cosa si prevede.

Si vuole creare una distinzione in cittadini di serie A e di serie B, negando il diritto, soprattutto a chi ha meno opportunità, alla cultura e alla formazione di una coscienza critica e non omologata...

a.       l'ingresso alla scuola d'infanzia è anticipato a 2 anni e mezzo; ciò non corrisponde alle esigenze educative e assistenziali specifiche dei bambini di questa età che necessitano di strutture e spazi adeguati e di un rapporto insegnante-alunni non  certamente di 1 a 28 (all'asilo nido il rapporto è di 1 a 7). Si continua a non riconoscere il ruolo formativo di base della scuola dell'infanzia e, ancora una volta, viene impedita la sua generalizzazione e obbligatorietà dell'ultimo anno

b.      l'anticipo a 5 anni e mezzo della scuola elementare non rispetta lo sviluppo emotivo-affettivo-relazionale della maggior parte dei bambini il cui apprendimento, in questa fascia d'età, avviene attraverso attività ludico-esperienziali che si svolgono essenzialmente nella scuola d'Infanzia; per non parlare del fatto che nelle prime classi la differenza d'età fra un alunno e l'altro arriverebbe fino a 16 mesi, un disagio che farebbe aumentare insuccessi ed emarginazione scolastica.

a. Personale ATA- le pulizie verranno affidate a ditte esterne, in tal modo il personale ausiliario interno verrà drasticamente ridotto, compromettendo l'assistenza educativa, la vigilanza e la sicurezza.

b. Personale docente- si creeranno due organici: quello di Istituto, per il curricolo nazionale; quello di rete, per I'extra-scuola la cui utenza è variabile. Si sviliscono così l'autonomia didattica e organizzativa di ogni scuola e le professionalità di chi ci lavora.

FERMIAMO LA CONTRORIFORMA DELLA MORATTI!

DIFENDIAMO LA SCUOLA PUBBLICA, PER UNA VERA RIFORMA CHE GARANTISCA IL DIRITTO ALL 'ISTRUZIONE PER TUTTI!

DIFENDIAMO LA DEMOCRAZIA

FACCIAMO QUALCOSA FINCHÉ SIAMO IN TEMPO: PARTECIPIAMO UNITI ALLE LOTTE DI QUESTE SETTIMANE

Coordinamento scuole pubbliche Ancona

Difendiamo il diritto di tutti alla cultura e alla formazione

per star bene a scuola senza anticipazionismi e discriminazioni

Difendiamo la Costituzione e la Democrazia

NON E' QUESTA LA SCUOLA CHE VOGLIAMO

DOMENICA 7 APRILE

alle ore 10,30

insegnanti, bambini, genitori e tutti coloro che vogliono partecipare si daranno appuntamento in Piazza Cavour

per formare insieme un

GIRO GIROTONDO

Per una scuola pubblica che garantisca a tutti

 pari opportunità

Coordinamento scuole pubbliche Ancona

Le lavoratrici e i lavoratori dell'ISTITUTO COMPRENSIVO GRAZIE – TAVERNELLE DI ANCONA, riuniti in assemblea sindacale pomeridiana il giorno 8 febbraio 2002 per discutere la legge delega sulla “controriforma”della Scuola sull’accordo governo sindacati del 5 febbraio2002, dichiarano quanto segue:

  1. LEGGE DELEGA MORATTI:
    1. NO all'ingresso anticipato nella Scuola dell'Infanzia a 2 anni e mezzo, in quanto ciò non corrisponde alle esigenze educative ed assistenziali specifiche dei bambini di questa età, che necessitano di strutture e spazi adeguati e di un rapporto insegnante-alunni che non sia di 1 a 28 (già fin troppo elevato anche per i più grandi!), quando all'Asilo Nido esso è giustamente di 1 a 7. La Scuola dell'Infanzia, da ambiente educativo che promuove lo sviluppo delle opportunità formative si trasformerebbe in una giustapposizione di scolasticismo e assistenzialismo (a questo punto ci si domanda:a cosa serviranno gli Orientamenti del ‘90?)
    2. NO all'anticipo a 5 anni e mezzo alla Scuola Elementare, poiché non rispetta  lo sviluppo emotivo-affettivo-relazionale della maggior parte dei bambini il cui apprendimento, in questa fascia d'età, avviene attraverso attività ludico-esperienziali che si svolgono essenzialmente nella scuola d'Infanzia; per non parlare del fatto che nelle prime classi la differenza d'età fra un alunno e l'altro arriverebbe fino a 16 mesi, un disagio che farebbe aumentare insuccessi ed emarginazione scolastica.
    3. NO alla soppressione del Tempo Pieno e del sistema modulare nella Scuola Elementare e del Tempo prolungato nella scuola Media nonostante una famiglia su 4 abbia scelto quest'anno il tempo pieno e siano 573 mila gli alunni che lo frequentano. Le 25 ore diventano il modello orario unico per tutti; chi vorrà potrà avere un doposcuola (come 30 anni fa!) completamente slegato dal curricolo (pagato da chi???). Il tempo pieno rappresenta la risposta qualificata alle esigenze sociali ed educative della società moderna. Il governo Berlusconi vuole abolire questo modello di scuola (lasciando campo libero all'assalto del privato)  altro che libertà di scelta!!!
    4. NO alla riduzione delle ore di lezione 25 le ore settimanali obbligatorie da fare a scuola, per le materie di base, dalle elementari alle superiori; un taglio che va dalle 5 alle 15 ore la settimana! Altre 300 ore annuali saranno garantite dalle famiglie e dal mercato (lingue straniere, educazione fisica, musica...). Chi avrà soldi potrà scegliere percorsi di eccellenza, gli altri si dovranno accontentare di quel che passa...il convento. La proposta di suddividere i piani di studio in tre parti (nazionale, extrascuola e familiare) frammenta il processo formativo e ne compromette I'unitarietà, riproduce le gerarchie fra le discipline, relegando i linguaggi non verbali ad un ruolo secondario, rende impossibile il lavoro collettivo dei docenti, divisi tra chi lavora nella classe e chi sulla rete di scuole diverse.
    5. NO all'abbassamento del percorso scolastico comune che viene ridotto di un anno: a 14 anni avviene la scelta tra il canale dell'istruzione liceale e quello della formazione professionale, differenziati nettamente anche nella durata degli studi. L'assenza di un biennio orientativo nella scuola secondaria superiore rende sostanzialmente separati i percorsi ed astratte le possibilità di passaggio da un canale all'altro. L 'apprendimento attraverso l'operatività, l'attività pratica, il rapporto con il lavoro è relegato al settore della formazione, riproponendo la separazione gerarchica e la inconciliabilità tra "sapere" e "fare".

Si vuole creare una distinzione in cittadini di serie A e di serie B, negando il diritto, soprattutto a chi ha meno opportunità, alla cultura e alla formazione di una coscienza critica e non omologata...

    1. NO all'affidamento del 15% dell’orario complessivo settimanale ai contratti d'opera. Esiste già personale qualificato e specializzato all'interno della scuola!
    2. NO alla riduzione dei posti di lavoro conseguente alla soppressione della modularità, del tempo pieno, del tempo prolungato e dell’utilizzo dei contratti d’opera.
    3. la controriforma Moratti è un pesante attacco alla scuola pubblica, l'unica che possa garantire ai giovani, indipendentemente dall'estrazione sociale, l'acquisizione del sapere e delle competenze indispensabili per esercitare un ruolo attivo, in quanto cittadini, in una società democratica.
  1. ACCORDO GOVERNO - SINDACATI DEL 4/5 FEBBRAIO 2002

Ø      Riteniamo che gli stanziamenti previsti rimangano molto distanti dall'obiettivo di portare lo stipendio adeguato a quello europeo

Ø      Riteniamo che l'attribuzione e differenziazione degli incrementi retributivi destinata al merito non sia attuabile in quanto la valutazione del lavoro docente non è quantificabile poiché la scuola non è un’azienda!