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circolo culturale Laboratorio Sociale - via Cialdini, 10 - Ancona

Benvenuti nel sito del circolo culturale Laboratorio Sociale di Ancona.
via Cialdini, 10 - tel. e fax 071 56396


Questo sito viene aggiornato con le attività organizzate dal circolo, con tutte le iniziative alle quali partecipiamo e con tutte le segnalazioni di eventi organizzati ad Ancona e non solo.
Il Laboratorio Sociale partecipa attivamente alla vita culturale, sociale e politica della città di Ancona ed è impegnato da sempre nella sinistra per tenere vive e rinnovare le ragioni della trasformazione progressista e alternativa della società.
Siamo parte del vasto movimento pacifista e newglobal, co-promotori e partecipi delle grandi manifestazioni che riaffermano le ragioni dei popoli, degli oppressi, della nonviolenza e del lavoro.

Contattaci se vuoi ricevere periodicamente la nostra news-letter.

Grazie per la tua visita e consulta regolarmente questo sito.

segnaliamo:

Circolo Culturale Laboratorio Sociale
Via Cialdini 10 – Ancona

Mercoledì 26 novembre 2008
alle ore 17

Sala del Rettorato
Piazza Roma, 22 -Ancona

Presentazione del libro:
“La piuma e la montagna – storie degli anni settanta”

A cura di Francesco Barilli e Sergio Sinigaglia

Manifestolibri editore


Intervengono
Loris Campetti Giornalista del manifesto

Carlo Carboni Docente di sociologia alla Facoltà di Economia di Ancona

Sarà presente Sergio Sinigaglia

www.araldogambini.com

Clicca per accedere al sito di Araldo




E' on-line il sito della Città in comune. Clicca sul banner per accedervi.



NO 133 - BLOG del movimento di Bologna contro la legge 133

NO 133 BOLOGNA
Blog di riferimento per studenti, dottorandi, ricercatori e docenti universitari uniti contro la Legge 133

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Agenda - Appuntamenti di oggi


Eventi della settimana


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globalizzazione e movimenti sociali Globalizzazione: Vivere insieme si può!
Postato da webmaster in Martedì, 30 settembre @ W. Europe Daylight Time (37 letture)

Comunicato stampa.

Sabato 4 ottobre alle 17 ad Ancona un ampio cartello di forze sociali ha indetto la “Marcia per la convivenza”. L’iniziativa è stata presentata in una conferenza stampa. Opposizione ai provvedimenti del governo, per politiche di integrazione sociale a favore degli immigrati.

I recenti, drammatici, fatti di Milano e Castelvolturno, così come lo stillicidio di atti contro immigrati e cittadini italiani di origine straniera, sono la punta di un iceberg. Il nostro Paese sta vivendo un clima di violenze che rischiano di minarne le basi civiche.

Per questo un ricco quanto variegato cartello di forze dell’associazionismo di Ancona e provincia ha deciso di indire per sabato 4 ottobre alle 17 nel capoluogo una “Marcia per la convivenza”.

Tante le sigle che si sono messe in rete per l’evento: Cgil, Cisl, Arci, Caritas, Casa delle Culture, Circolo Culturale Africa, Scuola di pace, Anolf Cisl, Rdb, e altre ancora, insieme alle comunità locali di Senegal, Bangladesh, Camerun, Togo, Perù, Romania, Donne Africa Subsahariana, Guinea.

L’iniziativa si propone come un ponte che nell’attraversare vari quartieri cittadini lanci un forte segnale contro la xenofobia e il razzismo, per il rispetto di tutti al di là del Paese di origine o del credo religioso.

“Vivere insieme si può” questo lo slogan che dà il titolo della manifestazione, alla quale ha aderito, a maggioranza, anche il Consiglio regionale che ha pure approvato una mozione contro l’intolleranza razziale. L’appuntamento di sabato è stato presentato martedì 30 settembre in una conferenza stampa nella sede della Cisl di Ancona. “Vogliamo mettere le basi per un nuovo rapporto tra chi viene da fuori e chi vive nella nostra città da sempre” ha detto Leonardo Donati segretario Cisl di Ancona parlando a nome dei promotori.

Per Donati “i provvedimenti del governo in materia sono da rigettare perché peggiorano le condizioni degli immigrati, dal prolungamento della detenzione nei Cpt (che vanno chiusi) fino a 18 mesi, al ricongiungimento familiare reso sempre più difficile, fino al calvario del rinnovo dei permessi di soggiorno, rispetto al quale i cittadini immigrati si scontrano con una burocrazia assurda e costi sempre più onerosi, 75 euro a persona!”.

Corrado Manzotti, segretario della Cgil Ancona ha sottolineato come “fino a quando sono dentro il posto di lavoro gli immigrati sono accettati, perché producono ricchezza e danno un contributo fondamentale alla nostra economia. Poi finito il loro turno si vorrebbe che scomparissero, come se non avessero anche loro il diritto ad una casa, ad una famiglia, ad una vita come tutti”.

Del resto, a proposito di lavoro, è stato fatto notare come se i dati Inail indicano una diminuzione generale degli infortuni (-1,7%) , per quanto riguarda i lavoratori immigrati si registra un significativo quanto allarmante aumento:+8%.

“Questo è un governo razzista – gli ha fatto eco Gabriele Sospiro responsabile per l’immigrazione dell’Arci Marche.


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globalizzazione e movimenti sociali Globalizzazione: MARCIA PER LA CONVIVENZA
Postato da webmaster in Venerdì, 26 settembre @ W. Europe Daylight Time (41 letture)

VIVERE INSIEME SI PUO'!

ANCONA
Sabato 4 ottobre 2008


· PERCHE’ SIANO ATTUATE POLITICHE CHE RISPONDANO ALLE ESIGENZE DI INCONTRO, DI RISPETTO DEI DIRITTI UMANI, PER LA CHIUSURA DEI CENTRI DI PERMANENZA TEMPORANEA (CPT);
· PERCHE' SIANO PROMULGATE NORME CHE FAVORISCANO UNA CULTURA DEI DIRITTI, FONDAMENTO DI UN PAESE DEMOCRATICO E PERCHE’ IL PROBLEMA DELLA SICUREZZA DI TUTTI I CITTADINI NON SI RISOLVA CON PROVVEDIMENTI AUTORITARI E FUORVIANTI CHE ALIMENTANO LA PAURA E CHE FANNO DIVENTARE CAPRI ESPIATORI I ROM O I MIGRANTI;
· PERCHE’ NON SI DIMENTICHI CHE I CITTADINI MIGRANTI CONTRIBUISCONO ALLO SVILUPPO CIVILE, CULTURALE ED ECONOMICO DEL PAESE.
· PER POLITICHE DI TUTELA DEI DIRITTI DEI MINORI E UN SISTEMA SCOLASTICO ORIENTATO ALLA CONOSCENZA E AL RISPETTO DELLA DIVERSITA’.
· PERCHE’ SI RIDUCANO I TEMPI DI ATTESA ED I COSTI PER I RINNOVI DEI PERMESSI DI SOGGIORNO E RICONGIUNGIMENTO FAMILIARE


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documenti e progetti locali ANCONA News: Per difendere il nostro territorio
Postato da webmaster in Domenica, 21 settembre @ W. Europe Daylight Time (39 letture)

Presentato ad Ancona in una conferenza stampa il Cantiere “AltreMarche”. Associazioni, comitati, imprenditori agricoli e cittadini, si sono messi in rete per salvare il nostro patrimonio naturale e proporre un’alternativa che è già sotto i nostri occhi.

Ci sono comitati locali, gruppi ambientalisti, imprenditori agricoli, singoli cittadini e anche qualche amministratore. Hanno deciso di mettersi insieme per difendere il territorio dai numerosi progetti distruttivi e, soprattutto, dimostrare che nella regione ci sono esempi di un modello sociale ed economico diverso, virtuoso, basato sulla qualità e non sul dogma della crescita e del Pil.

E’ questo il progetto del Cantiere “AltreMarche” (www.altremarche.it) che è stato presentato oggi (ieri per chi legge ndr) ad Ancona presso la Casa delle Culture.

“E’ un‘aggregazione – ha sottolineato Carlo Brunelli architetto, ambientalista doc e uno dei rappresentanti più autorevoli dei comitati falconaresi – che si basa sui contenuti non sulle appartenenze. Non ci interessa cosa votano i cittadini, ma se sono in sintonia rispetto alle nostre proposte”.

E queste proposte sono state elaborate in un “Carta dei diritti del territorio” che è alla base dell’impegno del Cantiere. La Carta è stata presentata a partire da marzo in diverse località delle Marche: Fabriano, Offida, Monterubbiano, Fano, Cagli, Falconara, Monte San Vito.

“Le assemblee – sottolinea Sergio Sinigaglia tra i promotori del Cantiere – hanno visto ovunque una grande partecipazione e un interesse per un documento che va al cuore dei problemi”.

Presupposto del cantiere è la crisi del modello marchigiano, ormai sotto gli occhi di tutti.

“Da questo terremoto – sostengono i cantieristi – se ne può uscire in due modi: ostinandosi a riproporre un modello insostenibile dal punti di vista ambientale (e sociale) oppure puntando su un’economia virtuosa, basata sulla qualità e non sulla quantità”.

La Carta dei diritti del territorio è il presupposto per favorire la seconda opzione.

“Il territorio – ha dichiarato Brunelli - è ormai visto come un mucca da mungere. Da decenni è ormai aggredito con politiche


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globalizzazione e movimenti sociali Globalizzazione: da Oaxaca - Messico
Postato da webmaster in Martedì, 25 marzo @ W. Europe Standard Time (138 letture)

Herman@s, vi invio le conclusioni generali della VI visita della Commissione Internazionale di Osservazione dei Diritti Umani che si è svolta in Messico lo scorso mese e vi invito a firmarle nella pagina della Commissione, http://cciodh.pangea.org (in alto a sinistra - VI visita - firmar conclusiones y recomendaciones)
Inviare le vostre firme è molto importante perché saranno l'avallo per la presentazione del resoconto finale che verrà consegnato tra poco ai vari Parlamenti nazionali, al Parlamento Europeo, all'alto Commissariato dell'ONU e a tutte le vari istituzioni messicane.
Le firme danno anche un senso a tutto il lavoro svolto in modo serio e responsabile che rimarrebbe altrimenti solo una forte esperienza personale mentre l'obbiettivo della Commissione è quello della denuncia.
Vi chiedo infine di diventare voi stessi promotori della raccolta di firme inviando questa mail a tutte le persone, associazioni, istituzioni che conoscete.
Grazie

Doriana Sandroni

CONCLUSIONI
Lo scorso mese, dopo tre settimane di visite ed incontri a San Salvador Atenco e negli stati di Chiapas e Oaxaca, si e' conclusa la IV visita della Commissione Civile Internazionale di Osservazione dei Diritti Umani.
La commissione che ha raccolto piu' di 280 testimonianze, per un totale di 596 persone, considera estremamente critica la situazione dei diritti umani in Messico dove, l'alto livello delle violazioni e la mancanza di risposte concrete indicano come pienamente responsabile il governo dell'attuale presidente Felipe Calderon.
Dieci anni dopo la prima visita si constata il persistere delle cause strutturali che conducono alle gravi violazioni dei diritti umani.
In tutte le regioni visitate, le dinamiche di esclusione e di disuguaglianza sono maggiormente intense nel caso delle donne e delle popolazioni indigene e contadine.
Gli allarmanti indici di poverta' e emarginazione degli stati di Chiapas e Oaxaca contrastano con la loro enorme ricchezza culturale e ecologica, per cui la radice del problema si concentra nella distribuzione e controllo delle risorse.
Si sottolinea la responsabilita' di gruppi economici transnazionali (importante presenza europea) i cui interessi conducono a processi di appropriazione e depredazione.
La Commissione ha potuto verificare che durante l'anno 2007 non sono state sostanzialmente recepite e realizzate le raccomandazioni relative alle precedenti visite.
Le testimonianze e le denunce per le violazioni ricevute nelle 3 aree, configurano una situazione piu' generale caratterizzata da un comportamento continuo e comune a tutte le autorita' sia federali che statali e in certi casi municipali: di fronte a mobilizzazioni sociali, costruzioni di modelli di vita alternativi, da un lato si indebolisce il tessuto sociale per mezzo della divisione delle comunita' indigene e contadine e dall'altro, e in modo complementare, si ricorre al carcere come misura cautelare, verificandosi cosi' detenzioni arbitrarie a membri dei movimenti sociali e in certe occasioni ai loro familiari per il solo fatto di esserlo.
E' abituale che le persone detenute siano sottoposte a tortura e maltrattamenti.
Per giustificare la detenzione si falsificano prove (possesso di droga, armi,.), si prefabbricano accuse (rapina, omicidio…).


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documenti e progetti locali ANCONA News: MAI PIU’ DA SOLA
Postato da webmaster in Venerdì, 07 marzo @ W. Europe Standard Time (180 letture)

Comitato “MAI PIU’ DA SOLA”


Si è costituito in Ancona il 28/02/2008 il Comitato “Mai più da sola” per la difesa della legge 194 . Quello che ci unisce è la consapevolezza che sia in atto un rinnovato attacco alla dignità e all'autodeterminazione della donna, proprio in un momento difficile e doloroso della sua vita. Ribadiamo che una donna che si trova a decidere se interrompere la sua gravidanza ha diritto, come riconosciuto dalla legge, di essere rispettata, ascoltata, sostenuta ed eventualmente assistita, certamente di non essere colpevolizzata né invasa nella sua sfera personale e privatissima.

Vogliamo chiedere conto dell'applicazione della L.194 nel nostro territorio.
è E' vero che, per le troppe obiezioni di coscienza del personale sanitario permesse dalla legge stessa, troppo pochi sono i presidi sanitari dove l'IVG è praticata, e troppo lunghi sono i tempi di attesa, costringendo le donne a penose odissee in giro per la regione, ad aborti effettuati allo scadere del tempo limite, o addirittura alla richiesta di aborto terapeutico perché i termini sono scaduti?
è E' vero che i consultori, oberati da mille incombenze e con organici cronicamente insufficienti, non riescono a garantire alle donne che chiedono l'IVG l'assistenza e l'ascolto, né a svolgere la funzione di coordinamento che la legge prevede?
è E' vero che siamo la 3° regione in Italia per numero di obiettori (più dell' 80%, su una media nazionale del 60%), e che i non obiettori sono penalizzati nella loro valorizzazione professionale, nei turni, nei carichi di lavoro, rispetto agli obiettori?
è E' vero che ci sono medici e altri professionisti della sanità (ostetriche, infermieri) non obiettori che sono impossibilitati ad applicare la legge, nei presidi pubblici della nostra zona?
è Gli studenti dei Corsi di Laurea nelle professioni sanitarie sono formati, nella nostra Università, in modo adeguato per applicare la legge?

Le prime azioni che riteniamo necessarie sono:
ü acquisizione e analisi dei dati quantitativi;
ü richiesta alle Direzioni generali degli ospedali, dell'ASUR e della Zona 7 degli elenchi nominativi degli obiettori e relativa pubblicizzazione;
ü lettera aperta ai giornali.

Su questo intendiamo mobilitarci, chiedere adesioni e informare la cittadinanza.


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