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circolo Laboratorio Sociale Ancona - portale della sinistra anconetana: globalizzazione e movimenti sociali

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globalizzazione e movimenti sociali Globalizzazione: FIRMA CONTRO LO SGOMBERO DEL COX 18
Postato da webmaster in (1960 letture)



http://www.petitiononline.com/cox18/petition.html




Riprendiamoci COX 18!

In questi mesi un po’ ovunque a Milano, nel contesto della mostra It’s Difficult di Alfredo Jaar, si potevano scorgere cartelli con la domanda Cos’è la cultura? La risposta di Letizia Moratti e Riccardo De Corato ci è giunta in questi giorni, con la chiusura di uno dei luoghi culturalmente più dinamici e stimolanti della città. Il tutto in nome di uno spirito legalitario di cui gli stessi amministratori non sembrano dare prova quando in gioco sono questioni edilizie, sanità privata o poteri forti. Con sgomento abbiamo appreso dello sgombero di Cox 18. In una città sempre più tetra e asfittica, Cox 18 ha rappresentato per tutti noi un punto di riferimento importante. Una programmazione musicale di alto livello, aperta sul mondo a 360 gradi, che dava a molti, e a prezzi irrisori, la possibilità di confrontarsi con le produzioni più innovative o, in altre serate, di ballare o fare quattro chiacchiere. Questo sarebbe già abbastanza, ma non è certo tutto. Nel corso degli anni Cox 18, con al suo interno la Libreria Calusca e l’Archivio Primo Moroni ha costituito un luogo unico di confronto fra le idee. Tutti noi abbiamo presentato i nostri libri, abbiamo organizzato dibattiti o vi abbiamo assistito. Se c’era un’idea, in Cox 18 la si poteva realizzare, magari testandola per poi portarla altrove. Presentazione di libri, si diceva, ma anche rassegne cinematografiche, convegni, seminari, spettacoli teatrali o di danza, mostre o installazioni. E magari tutto insieme, unendo forme e mondi distanti. Non è questa la sede per illustrare tutto quello che Cox 18 ha fatto in più di dieci anni. Noi lo sappiamo e ci auguriamo che il collettivo di gestione sappia, in queste settimane, rendere consapevoli coloro che non lo sono dell’importanza di Cox 18, della sua storia, del livello delle iniziative che in questi anni si sono succedute.
C’è un’immagine che rende chiaramente l’idea di che cosa sia la cultura per Letizia Moratti e Riccardo De Corato: i poliziotti che si avventano sui libri della Calusca e dell’Archivio Moroni per sequestrali e spedirli al macero. Fortunatamente qualcuno li ha fermati, almeno per il momento. Ma Cox 18 è sotto sequestro. Non può finire così. Ormai siamo quasi al capolinea. Non resta più molto, in questa città, che non sia consumo scadente o trash provinciale. Da qualche parte bisogna iniziare a fare qualcosa per porre fine al “genocidio” culturale avanzato inesorabilmente in questi ultimi anni.
Mobilitiamoci per difendere Cox 18, la Libreria Calusca e l’Archivio Primo Moroni.

[Marco Philopat]




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globalizzazione e movimenti sociali Globalizzazione: Vivere insieme si può!
Postato da webmaster in (2968 letture)

Comunicato stampa.

Sabato 4 ottobre alle 17 ad Ancona un ampio cartello di forze sociali ha indetto la “Marcia per la convivenza”. L’iniziativa è stata presentata in una conferenza stampa. Opposizione ai provvedimenti del governo, per politiche di integrazione sociale a favore degli immigrati.

I recenti, drammatici, fatti di Milano e Castelvolturno, così come lo stillicidio di atti contro immigrati e cittadini italiani di origine straniera, sono la punta di un iceberg. Il nostro Paese sta vivendo un clima di violenze che rischiano di minarne le basi civiche.

Per questo un ricco quanto variegato cartello di forze dell’associazionismo di Ancona e provincia ha deciso di indire per sabato 4 ottobre alle 17 nel capoluogo una “Marcia per la convivenza”.

Tante le sigle che si sono messe in rete per l’evento: Cgil, Cisl, Arci, Caritas, Casa delle Culture, Circolo Culturale Africa, Scuola di pace, Anolf Cisl, Rdb, e altre ancora, insieme alle comunità locali di Senegal, Bangladesh, Camerun, Togo, Perù, Romania, Donne Africa Subsahariana, Guinea.

L’iniziativa si propone come un ponte che nell’attraversare vari quartieri cittadini lanci un forte segnale contro la xenofobia e il razzismo, per il rispetto di tutti al di là del Paese di origine o del credo religioso.

“Vivere insieme si può” questo lo slogan che dà il titolo della manifestazione, alla quale ha aderito, a maggioranza, anche il Consiglio regionale che ha pure approvato una mozione contro l’intolleranza razziale. L’appuntamento di sabato è stato presentato martedì 30 settembre in una conferenza stampa nella sede della Cisl di Ancona. “Vogliamo mettere le basi per un nuovo rapporto tra chi viene da fuori e chi vive nella nostra città da sempre” ha detto Leonardo Donati segretario Cisl di Ancona parlando a nome dei promotori.

Per Donati “i provvedimenti del governo in materia sono da rigettare perché peggiorano le condizioni degli immigrati, dal prolungamento della detenzione nei Cpt (che vanno chiusi) fino a 18 mesi, al ricongiungimento familiare reso sempre più difficile, fino al calvario del rinnovo dei permessi di soggiorno, rispetto al quale i cittadini immigrati si scontrano con una burocrazia assurda e costi sempre più onerosi, 75 euro a persona!”.

Corrado Manzotti, segretario della Cgil Ancona ha sottolineato come “fino a quando sono dentro il posto di lavoro gli immigrati sono accettati, perché producono ricchezza e danno un contributo fondamentale alla nostra economia. Poi finito il loro turno si vorrebbe che scomparissero, come se non avessero anche loro il diritto ad una casa, ad una famiglia, ad una vita come tutti”.

Del resto, a proposito di lavoro, è stato fatto notare come se i dati Inail indicano una diminuzione generale degli infortuni (-1,7%) , per quanto riguarda i lavoratori immigrati si registra un significativo quanto allarmante aumento:+8%.

“Questo è un governo razzista – gli ha fatto eco Gabriele Sospiro responsabile per l’immigrazione dell’Arci Marche.


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globalizzazione e movimenti sociali Globalizzazione: MARCIA PER LA CONVIVENZA
Postato da webmaster in (2152 letture)

VIVERE INSIEME SI PUO'!

ANCONA
Sabato 4 ottobre 2008


· PERCHE’ SIANO ATTUATE POLITICHE CHE RISPONDANO ALLE ESIGENZE DI INCONTRO, DI RISPETTO DEI DIRITTI UMANI, PER LA CHIUSURA DEI CENTRI DI PERMANENZA TEMPORANEA (CPT);
· PERCHE' SIANO PROMULGATE NORME CHE FAVORISCANO UNA CULTURA DEI DIRITTI, FONDAMENTO DI UN PAESE DEMOCRATICO E PERCHE’ IL PROBLEMA DELLA SICUREZZA DI TUTTI I CITTADINI NON SI RISOLVA CON PROVVEDIMENTI AUTORITARI E FUORVIANTI CHE ALIMENTANO LA PAURA E CHE FANNO DIVENTARE CAPRI ESPIATORI I ROM O I MIGRANTI;
· PERCHE’ NON SI DIMENTICHI CHE I CITTADINI MIGRANTI CONTRIBUISCONO ALLO SVILUPPO CIVILE, CULTURALE ED ECONOMICO DEL PAESE.
· PER POLITICHE DI TUTELA DEI DIRITTI DEI MINORI E UN SISTEMA SCOLASTICO ORIENTATO ALLA CONOSCENZA E AL RISPETTO DELLA DIVERSITA’.
· PERCHE’ SI RIDUCANO I TEMPI DI ATTESA ED I COSTI PER I RINNOVI DEI PERMESSI DI SOGGIORNO E RICONGIUNGIMENTO FAMILIARE


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globalizzazione e movimenti sociali Globalizzazione: da Oaxaca - Messico
Postato da webmaster in (1062 letture)

Herman@s, vi invio le conclusioni generali della VI visita della Commissione Internazionale di Osservazione dei Diritti Umani che si è svolta in Messico lo scorso mese e vi invito a firmarle nella pagina della Commissione, http://cciodh.pangea.org (in alto a sinistra - VI visita - firmar conclusiones y recomendaciones)
Inviare le vostre firme è molto importante perché saranno l'avallo per la presentazione del resoconto finale che verrà consegnato tra poco ai vari Parlamenti nazionali, al Parlamento Europeo, all'alto Commissariato dell'ONU e a tutte le vari istituzioni messicane.
Le firme danno anche un senso a tutto il lavoro svolto in modo serio e responsabile che rimarrebbe altrimenti solo una forte esperienza personale mentre l'obbiettivo della Commissione è quello della denuncia.
Vi chiedo infine di diventare voi stessi promotori della raccolta di firme inviando questa mail a tutte le persone, associazioni, istituzioni che conoscete.
Grazie

Doriana Sandroni

CONCLUSIONI
Lo scorso mese, dopo tre settimane di visite ed incontri a San Salvador Atenco e negli stati di Chiapas e Oaxaca, si e' conclusa la IV visita della Commissione Civile Internazionale di Osservazione dei Diritti Umani.
La commissione che ha raccolto piu' di 280 testimonianze, per un totale di 596 persone, considera estremamente critica la situazione dei diritti umani in Messico dove, l'alto livello delle violazioni e la mancanza di risposte concrete indicano come pienamente responsabile il governo dell'attuale presidente Felipe Calderon.
Dieci anni dopo la prima visita si constata il persistere delle cause strutturali che conducono alle gravi violazioni dei diritti umani.
In tutte le regioni visitate, le dinamiche di esclusione e di disuguaglianza sono maggiormente intense nel caso delle donne e delle popolazioni indigene e contadine.
Gli allarmanti indici di poverta' e emarginazione degli stati di Chiapas e Oaxaca contrastano con la loro enorme ricchezza culturale e ecologica, per cui la radice del problema si concentra nella distribuzione e controllo delle risorse.
Si sottolinea la responsabilita' di gruppi economici transnazionali (importante presenza europea) i cui interessi conducono a processi di appropriazione e depredazione.
La Commissione ha potuto verificare che durante l'anno 2007 non sono state sostanzialmente recepite e realizzate le raccomandazioni relative alle precedenti visite.
Le testimonianze e le denunce per le violazioni ricevute nelle 3 aree, configurano una situazione piu' generale caratterizzata da un comportamento continuo e comune a tutte le autorita' sia federali che statali e in certi casi municipali: di fronte a mobilizzazioni sociali, costruzioni di modelli di vita alternativi, da un lato si indebolisce il tessuto sociale per mezzo della divisione delle comunita' indigene e contadine e dall'altro, e in modo complementare, si ricorre al carcere come misura cautelare, verificandosi cosi' detenzioni arbitrarie a membri dei movimenti sociali e in certe occasioni ai loro familiari per il solo fatto di esserlo.
E' abituale che le persone detenute siano sottoposte a tortura e maltrattamenti.
Per giustificare la detenzione si falsificano prove (possesso di droga, armi,.), si prefabbricano accuse (rapina, omicidio…).


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globalizzazione e movimenti sociali Globalizzazione: Da Oaxaca - Mexico
Postato da webmaster in (1112 letture)

I nostri compagni Doriana e Marco della ass. Terra Nuova sono ad Oaxaca in Messico per un progetto di volontariato. Ci hanno inviato questo articolo di Claudio Albertani, italiano da molti anni in Messico.

Messico ferito
di Claudio Albertani


Il Messico è ferito. È vero che nella sfortunata geografia della sofferenza ci sono paesi che stanno molto peggio, ad esempio l’Iraq o la Palestina. Tuttavia, in Medio Oriente e altrove ciò che predomina è il fragore delle armi. Ricordo l’inutile sforzo che feci alcuni anni fa di spiegare la ribellione indigena del Chiapas a dei rifugiati pachistani che avevo conosciuto in Europa. Io parlavo di quanto innovatore fosse il messaggio zapatista, del ruolo delle donne insorte, dei progetti di autonomia territoriale… Nulla di tutto ciò pareva loro importante. Le domande erano: “quanti kalashnikov hanno? Quante granate di frammentazione? Mine antiuomo?” Secondo i miei interlocutori, l’unica cosa importante era la capacità offensiva che potevano esibire gli insorti.

L’aneddoto aiuta a capire la tragedia del Messico ed, al tempo stesso, la forza della sua gente. Qui, nonostante condizioni assai difficili e preoccupanti livelli di repressione, i movimenti sociali sono, in gran parte, pacifici. La violenza si trova da una sola parte – quella del governo – e, come ebbe a dire Gandhi, la violenza è la risorsa dei deboli.

Ecco il primo dato. È difficile afferrare il perché dell’enorme sproporzione tra violenza ufficiale e domande sociali. A Oaxaca, i 23 morti confermati tra giugno e dicembre 2006 (più un numero ancora imprecisato di desaparecidos) sono da una sola parte, quella dei cittadini che protestano. I 45 martiri di Acteal (dicembre 1997) non erano pericolosi terroristi, bensì gente pacifica, in maggioranza donne (di cui alcune incinta), bambini ed anziani intenti a pregare.

Le donne violentate, gli adolescenti picchiati e le due giovani vite stroncate a San Salvador Atenco (maggio 2006) non rappresentavano una minaccia per la sicurezza nazionale. Tuttavia, è stato applicato loro lo stesso trattamento sadico che abbiamo visto nei documentari su Abu Grahib.

Il dottor Guillermo Selvas e sua figlia Mariana, rilasciati qualche giorno fa dal carcere statale Molino de Flores, non sono pericolosi fanatici disposti ad uccidere, bensì persone che prestavano aiuto medico ad Atenco e per questa tremenda colpa hanno passato un anno, otto mesi e quindici giorni in prigione. Con che accusa? Nessuna, visto che sono usciti scagionati da ogni colpa.


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